L’Italia di questi ultimi anni si trova davanti alla sempre più evidente inadeguatezza di gestire gli aspetti fondamentali della vita economica e sociale. Il grosso problema è l’incapacità di auto-riformarsi. Le colpe di questa incapacità, sono da imputare principalmente al mancato ricambio generazionale nella classe dirigente. Il contributo degli under 35 a questa classe, ha una incidenza dello 0,1% (contro il 14% della Germania ad esempio). Il disagio giovanile in Italia sta crescendo, dovuto probabilmente all’impossibilità di pianificare il proprio futuro professionale e quindi familiare. L’età a cui generalmente si hanno reali possibilità di raggiungere cariche di responsabilità o posizioni di potere è intorno ai 50 anni. I nostri dirigenti sono gli stessi da 20 anni, per cui ecco spiegata la media attorno ai 70 anni. Per screditare questa evidenza, si creano corsie preferenziali per giovani raccomandati, per i propri protetti che generalmente sono parenti o amici stretti. Invece che risanarsi, questa condizione sociale si aggrava elevando persone senza nessun criterio meritocratico. Così abbiamo una classe strapagata che è improduttiva da anni, e una generazione di giovani talenti che deve spesso scegliere se rassegnarsi ad anni di precariato o scegliere la strada dell’immigrazione intellettuale.
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Speriamo che facciano un infarto miocardico tutti questa stessa notte! .. speriamo..
majall…se muoiono tutti insieme si crea un buco di potere terribile…sai che lotta ci sarebbe poi per prendere i posti? sarebbe meglio morissero in maniera calmierata e diluita in un paio di settimane